Dalla Calabria alla Sicilia

Il Sito dell'Associazione Camperisti di Retorbido

Dalla Calabria alla Sicilia

Aprile 2, 2019 Viaggi In Italia 0

Premetto che sono alla mia prima esperienza di un viaggio organizzato dal sottoscritto lungo, fino al 2009 per motivi di tempo e di lavoro abbiamo potuto utilizzare il nostro Motorhome Hymer esclusivamente durante i weekend e per le canoniche ferie.
Quest’ anno, ho finalmente deciso di lasciare il mio impiego dopo ben 44 anni di duro lavoro, ed ecco quindi la possibilità di poter organizzare un tour della Sicilia, ogni anno pensato ma mai effettuato. In camper ma accontentandoci di brevi escursioni in aereo sia in Sicilia che altri luoghi.


1° giorno giovedì 14 maggio 2009 e 2° giorno venerdi 15 maggio 2009 ( in navigazione )
Decido di arrivare via terra fino a Livorno, ( tale imbarco permette il camping on board) e da lì imbarcarci su un traghetto della della GNV fino a Palermo.
Traghetto molto bello, il “camping on board “ è molto confortevole. Partenza un po’ in ritardo , verso le 02,00 arriviamo a Palermo nel pomeriggio alle 20.00, nel porto le solite operazioni di sbarco e poi ci dirigiamo all’Area Attrezzata AA Green Park nel centro di Palermo, comoda per le escursioni in città.
All’AA incontriamo il sig. Labue, che avevo contattato in precedenza telefonicamente, che ci accoglie con un grande sorriso ed un caldo benvenuto, ci guida verso un posti liberi mettendoci a nostro agio.
Con questo caldo benvenuto, supero le perplessità, trattandosi del primo tour che organizzo, non sono sicuro di cosa mi aspetti. Ma ho deciso di accettare ed assecondare tutto con grande apertura mentale e di non farmi scoraggiare, rendendomi disponibile con i partecipanti, che sono alla prima esperienza di un viaggio così lungo..


3° e 4° giorno sabato 16 maggio e domenica 17 maggio 2009
VISITA di PALERMO Il gestore dell’area, all’arrivo gentilmente ci consegna un foglio con la descrizione del percorso per la visita al centro storico raggiungibile a piedi in pochi minuti, iniziando dalla vicina Porta Nuova e via Vittorio Emanuele dove si trova anche la Cattedrale. Per raggiungere velocemente i luoghi di visita abbiamo utilizzato il bus City Sightseeing, “giro della città sali e scendi”, al costo di 20€ a persona. 
Che la città abbia più volti è abbastanza evidente. Zone eleganti e monumentali come il Duomo, il Palazzo dei Normanni, la Cappella Palatina, Palazzo Mirto contrastano con i palazzi del centro anneriti dallo smog (che altrimenti sarebbero stupendi) ed il pittoresco, anche se decadente, mercato della Vucciria e poi ancora il mercato di Ballarò, il pranzo nei vari locali con arancini e leccornie locali di ogni tipo, nel pomeriggio si replica, visita alla fontana della vergogna così denominata per le sue statue nude.
La domenica si replica, si sosta per quasi tre ore al famoso Teatro Massimo che visitiamo anche internamente, pranzo poi sempre a base di pesce e cucina siciliana, nel pomeriggio visitiamo la città con gli appositi autobus scoperti, e così abbiamo una panoramica di palermo e dei suoi quartieri.

5° giorno lunedì 18 maggio 2009
Palermo- Monreale – Castellamare del Golfo -Scopello –Tre Fontane (Sosta per la notte – in paese spiaggia libera).
Percorrendo la -Conca d’Oro- arriviamo in pochi km a Monreale, non si può lasciare Palermo senza aver fatto questa escursione.
Visitiamo il bel Duomo, internamente rivestito da mosaici ed il Chiostro formato da una serie di colonne diverse tra loro, sormontate da stupendi Capitelli. Dalle terrazze, panorama della Conca d’Oro. Quindi si lascia Palermo alla volta di Castellamare del Golfo, luogo stupendo, facciamo una breve sosta sulla spiaggia … a dir poco meravigliosa, prendiamo poi la strada che sale verso Scopello, dalla quale si ha una stupenda vista di Castellamare e del golfo. Si passa davanti ad una tonnara ora in disuso e si arriva a Scopello, che sembra un paesino uscito da un film di Tornatore, minuscolo ma molto caratteristico, è meta di visitatori locali che vengono a godersi il panorama ma sopratutto vengono per mangiare il -Pane cunsato- che fanno in un forno di questo paesino. Pane cunsato, cioè condito. Grandi tranci di pane appena sfornati, vengono conditi con tutto e di più: olio, tonno, acciughe, peperoncino…..Lo si compera al forno e lo si mangia fuori, ancora tiepido, mi reco velocemente al forno ma con grande rammarico constatiamo che è chiuso…. Grande la delusione, ma ci rifacciamo in una trattoria locale dove ci fanno accomodare sotto un bel pergolato…. E ci consoliamo con la pasta condita con le sarde e un bel trancio di tonno.. pomodoro, capperi olive da leccarsi i baffi!
Nel pomeriggio dopo un ultimo giro in paese si parte per Tre Fontane, un paesino in riva al mare nelle vicinanze di Castelvetrano.
Arrivati verso le 17 a Tre Fontane, notiamo che una forte mareggiata ha praticamente distrutto molte spiaggie… vado alla ricerca di un luogo per la notte…. Arriviamo in un pianoro a 20 m. dal mare con la possibilità di parcheggio, decido per tale luogo… devo superare le perplessità di alcuni compagni, ma un anziano siciliano del luogo , consultato, li riassicura…. Il paese è tranquillo e non vi è ragione di aver paura, appena il tempo di parcheggiare ed eccoci in mare.. finalmente il bel mare siciliano, limpido ed invitante, poi stanchi, ci rilassiamo sotto le provvidenziali verande dei camper…. Una lunga tavolata è pronta… i favolosi spaghetti , aglio, olio e peperoncino dell’amico Enzo sono quasi pronti, il vino è al fresco…. Passiamo una bella serata in allegria, rimirando il cielo stellato .. con sottofondo il rumore delle onde del mare… in lontananza qualche barca che pesca alla lampara, poi giunge il sonno ristoratore.


6° giorno martedì 19 maggio 2009) 
Proseguiamo da Tre Fontane per Agrigento non ci si ferma nemmeno a Mazara del Vallo, uno dei maggiori e attrezzati porti pescherecci d’Italia, Castelvetrano, l’acropoli di Selinunte, Menfi e Sciacca dall’antico centro abitato degradante verso il mare. La strada è buona e il traffico è scarso, così arriviamo nel tardo pomeriggio al camping quartiere di San Leone

Proseguiamo da Tre Fontane per Agrigento ove giungiamo nel pomeriggio recandoci al Campeggio Valle dei Templi a San Leone (AG) appendice di Agrigento, molto comoda e graziosa, costeggia il mare ed una serie di ristoranti, bar e negozi, il bus transita ogni 20 minuti per Agrigento e la Valle dei Templi.
Veniamo accolti dal sig. Michele, già precedentemente contattato dal sottoscritto che ci dà tutte le indicazioni per visitare Agrigento e la Valle dei Templi ci suggerisce anche che la cucina del campeggio è curata da lui direttamente e ne và orgoglioso.. pare un invito a cena, che non ci facciamo ripetere, il copione è lo stesso, buon pesce e vino bianco delizioso. 

7° giorno mercoledì 20 maggio 2009 
Dal campeggio ci rechiamo in bus al centro di Agrigento per vedere l’animato centro e magari fare un pò di spesa. I greci la chiamarono Akragas, Agrigentum sotto i romani, Karkint e Gergent sotto gli arabi, successivamente Grigentum e Gergentum, poi Girgenti fino al 1927, oggi la conosciamo come Agrigento, la “ la città dei templi” e non solo. 
Certamente è il centro abitato che ha cambiato più volte il nome.
Pranziamo ad Agrigento e facciamo ritorno al campeggio preparandoci per l’indomani alla visita della stupenda Valle dei Templi, un tuffo nella storia! 

8° giorno giovedì 21 maggio 2009
La valle dei templi che si allunga ai piedi della città moderna è una delle mete obbligate per quanti apprezzano le testimonianze del passato. 
Nel tempio di Giove Olimpico eretto circa 3 mila anni fa, precisamente poco oltre il 480 a.C., è uno dei maggiori edifici dell’architettura greca. Misura m.112,60 x 56,30, restano queste superbe rovine raccolte intorno all’enorme basamento. 
Tra le colonne del tempio si trovavano colossali figure di telamoni crollate al suolo dopo un terremoto. 
Poco più avanti sorge il famoso Tempio della Concordia, il meglio conservato sulla parte più alta della collina. 
La passeggiata nella valle si snoda lungo il suggestivo percorso dei templi. Dopo il Tempio di Giunone si scende un leggero pendio. 
Più giù si stagliano le 4 colonne del Tempio di Castore e Polluce che delimitano gli angoli di una vasta area. 
Furono proprio gli arabi a portare gli aranci in Sicilia ed a insegnarci l’arte del giardinaggio. 
Oggi il giardino offre una piacevole sosta all’ombra degli aranceti e mandorli nella assolata Valle dei Templi. 
La città del periodo greco conobbe un lungo periodo di benessere e persino del lusso sfrenato a quanto è dato vedere dalle scene dipinte sui reperti archeologici e dalle iscrizioni sulle lastre. 
Ad esempio un ricco signore avrebbe ospitato per il banchetto delle nozze di sua figlia 20.000 invitati. 
Molte ed importanti testimonianze aspettano ancora di venire alla luce e di essere correttamente interpretate. 
Non è raro incontrare giovani archeologi lavorare al recupero ed alla pulitura, nonché catalogazione dei frammenti. 
Agrigento è anche la città natale del più noto ed apprezzato drammaturgo del ‘900, Luigi Pirandello. Subito fuori dalla città sul delimitare di un’altra vallata denominata Il Caos, sorge la casa dove nacque lo scrittore. “Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna di ulivi saraceni affacciati agli orli di un altopiano d’argille azzurre sul mare africano” esso scrisse. 
La sua casa natale è stata restaurata con grande cura ed ospita una piccola raccolta ma significativa di cose che gli appartennero: manoscritti, locandine, manifesti dei suoi spettacoli, il prezioso vaso greco che custodì a lungo le sue ceneri, molte fotografie, anche quella dell’attrice Marta Abba legata allo scrittore da un’affettuosa amicizia come si direbbe oggi e musa ispiratrice di molte sue opere. 
Tra gli altri cimeli l’originale della pagella scolastica quando Pirandello, adolescente, frequentava le scuole tecniche di Agrigento.
L’unica insufficienza, quattro in italiano scritto. 
Qualche decennio più tardi verrà insignito del premio Nobel per la letteratura.
Un piccolo viale dietro l’abitazione porta ad un grande masso di granito dentro al quale sono state poste le sue ceneri secondo le sue ultime volontà. “Sia lasciato passare in silenzio la mia morte, preghiera di non farne neppure cenno, niente vorrei avanzasse di me”. 
Invece la sua città gli ha dedicato, piazze vie, giardini e scuole ed un teatro, il più bello di tutta l’isola. 
Ancora oggi la critica letteraria non riesce ad entrare compiutamente nel mondo poetico dei suoi personaggi tanto sono complessi i ruoli da esso creati. 
Dopo il tuffo nella storia in serata un’altra cena dove primeggia sempre l’amico Enzo … i suoi piatti sono favolosi.

9° giorno venerdì 22 maggio 2009

Da Agrigento ci dirigiamo per Punta Braccetto vicino a Marina di Ragusa 
Siamo accolti dal personale del campeggio Eurocamping, posizione ottima, i camper parcheggiano in riva al mare e ne approfittiamo per alcuni bagni ristoratori. 

10° giorno sabato 23 maggio 2009
Al mattino ci rechiamo presso il Castello di Donnafugata, in bella posizione, nella campagna tra Comiso e Santa Croce Camerina. Il Castello è un piacevole insieme di epoche successive, il nucleo più antico è una torre del 1300 a cui furono addossati gli altri edifici costruiti nel tempo, l’ultimo risale al 1800, quella che fù la dimora del barone Corrado Arezzo, molto lussuoso è il salone delle feste di gusto viennese, pre non parlare poi delle altre sale… e centoventidue stanze. Prima di ripartire ne approfitto per acquistare il famoso cioccolato e soprattutto il vino bianco di Donnafugata.
Tornati a Punta Braccetto ci dedichiamo a una sosta balneare. Alla sera consiglio un’escursione gastronomica a Chiaramonte Gulfi al famoso ristorante -Majori- che ha la particolarità di avere un menu a base di prodotti di maiale di produzione propria. 

11° giorno domenica 24 maggio 2009
Di buon mattino si parte per un’escursione gastronomica a Chiaramonte Gulfi al famoso ristorante -Majori- che ha la particolarità di avere un menu a base di prodotti di maiale di produzione propria. Non a caso l’insegna interna al locale cita: -qui si magnifica il porco- . Ma anche i primi piatti sono ottimi per non parlare dei dolci. Facciamo anche una breve visita al paese.
Si parte da Chiaramonte Gulfi per Ragusa. Camminando per Ragusa, situata su un pianoro, ad un certo punto la strada scende e sotto di voi si snoda come un presepio Ragusa Ibla. Il colpo d’occhio dall’alto è stupefacente. Splendida la chiesa di San Giorgio che si erge scenograficamente sulla piazza.
RAGUSA HYBLA
Continuate per Corso Italia e Via 24 Maggio che lo prolunga a serpentina. In una curva, sulla destra, chiesetta di 5. Mada delle Scale, costruita nei secoli XV e XVI, ma interamente modificata alla fine del XVIII secolo. Da questa chiesa, un insieme pittoresco di scalinate permette di raggiungere Ragusa Ibla la cui visita è molto più interessante. Alla cima di questa rampa di 242 scalini si trovano la Chiesa di 5. Maria dell’Idria e due palazzi del XVIII secolo: Bertini e Cosentini. Proseguendo, si sbocca in Corso Mazzini che conduce a destra, in Piazza della Repubblica. Da li, seguite a sinistra Via del Mercato fino al Largo Camarina che si attraversa, a destra, per raggiungere Piazza del Duomo (S. Giorgio). La bella facciata movimentata di questa chiesa, costruita dall 738 all 775 dall’architetto R. Gagliardi, si innalza sulla sommità di una scalinata chiusa da un cancello molto elaborato. L’imponente cupola neo-classica, alta 45 m., risale all 820. In fondo alla piazza, prendete per Via XXV Aprile che passa davanti al Palazzo Donna fugata (a destra) e conduce a Piazza Pola dove si erge la Chiesa di 5. Giuseppe dell 590 con una bella facciata barocca. Nell’interno altari riccamente decorati e statua argentea di 5. Giuseppe attribuita a F. Paladino. Sulla sinistra, in Via Orfanofrofio, Chiesa di 5. Antonio con un portale gotico sul lato destro. All’estremità di Piazza Pola, Corso XXV Aprile conduce ad un giardino pubblico (giardino ibleo) in cui si possono vedere altre tre chiese. Vicino all’entrata di questo giardino e sulla destra, si trovano la Chiesa di 5. Giorgio che ha conservato della sua costruzione primitiva del XV secolo, soltanto un magnifico portale gotico catalano il cui timpano rappresenta San Giorgio che abbatte il drago. La pietra è, sfortunatamente, molto deteriorata.

12° giorno lunedì 25 maggio 2009 Giornata di sosta Lido di Noto AA Marina Parking dedicata al mare e altro
Lido di Noto -Avola -Siracusa -Fontane Bianche – km 55 circa 1,00 ore (AA località Fontane Bianche, via Procione tel. 0931 949424 – 368 7488475 vedi portolano,-
L’area di sosta è sul mare, il titolare con tutta la famiglia si rendono disponibilissimi.
Acquistato del pesce fresco, ci dedichiamo ad una favolosa grigliata, innaffiata da buon vino bianco siciliano.

13° giorno martedì 26 maggio 2009
Con un solo camper decidiamo le escursione nei dintorni, si visita velocemente Avola,con sosta obbligatoria alla pluripremiata pasticceria -Finocchiaro-.
Ma è Siracusa la meta di oggi. P a pagamento ad Ortigia, l’isola del centro storico di Siracusa, che gode di un clima ventilato ed una posizione stupenda. Bei palazzi, vicoli caratteristici molto puliti, con ristoranti, negozi ed una vasta area pedonale, lungomare compreso, ne fanno una città a misura d’uomo. Molto animato e ben fornito il mercato. Singolare il Duomo, costruito sulle colonne di un tempio antico. Dopo aver visitato il centro e pranzato all’ottimo ristorante -Al Porticciolo-, ci spostiamo a Neapolis, la -città nuova- dove si trovano i resti dell’antica Siracusa. Risaltano tra tutti il teatro, l’anfiteatro e la caverna con l’apertura chiamata -l’orecchio di Dionisio-. Una particolarità: Siracusa è l’unico posto in Italia dove cresce spontanea la pianta del Papiro, la vediamo anche alla Fontana Aretusa) 
Nel tardo pomeriggio ritorniamo verso sud, e dopo pochi km siamo a Fontane Bianche. Mare molto bello per un bagno ristoratore.

14° giorno merc 27 maggio 2009
Relax al mare per tutta la giornata

15° giorno gio 28 maggio 2009
Dall’area di sosta partiamo con un camper per VISITARE SIRACUSA
La strada di Noto e Ragusa arriva a Siracusa per Via Eloina. A sinistra, al n. 56, di fronte ad una caserma, visitiamo le rovine della palesfra romana. In effetti non si tratta di una palestra, come si era creduto nell’ultimo secolo, ma di un piccolo teafro costruito verso la fine del I secolo e circondato da un portico ad arcate. Sfortunatamente l’insieme non è scampato alla distruzione e si conserva soltanto una delle basi del portico. Del teatro non restano che i gradini inferiori e l’orchestra sotto uno strato di acqua. Dietro il palcoscenico si distinguono ancora gli elementi di un tempio periptero in marmo. Da questi scavi provengono parecchie statue del Museo Archeologico. Più lontano, Via Elorina sbocca in Piazza Marconi contigua al Foro interamente distrutto. Un giardinetto è stato sistemato sull’area dell’Agora. Le ingiurie del tempo non erano apparse sufficienti poiché il Comune vi ha fatto costruire un pantheon in memoria dei militari, morti in guerra. Tutto questo quartiere, d’altronde, non offre alcun interesse ed è preferibile percorrerlo rapidamente attraverso via Malta per arrivare al ponte che oltrepassa la Darsena tra i porti (Porto Grande, a destra, Porto Piccolo a sinistra). Si penetra così’ nell’isola di Ortygia dove si trova la vecchia città, la “città vecchia”.
NEAPOLIS E ACRADLNA
In questi due quartieri a nord dell’antica Siracusa si trovano raggruppati i monumenti più interessanti del periodo greco-romano, dell’epoca paleo-cristiana e del medioevo. È intorno a questa zona archeologica che la città moderna si è sviluppata. Per recarvisi dal Foro Siracusano, si risale Corso Gelone (strada per Catania), lunga arteria a due corsie fiancheggiata da edifici moderni. A i km. circa, svoltate a sinistra in Viale Augusto che conduce alla zona archeologica (aperta dalle ore 9.00 al tramonto; chiusa il lunedì’ ed i giorni festivi; ingresso a pagamento). A destra in una piazzetta, si erge la Chiesa di 5. Nicolò dei Cordad, di stile normanno dell’XI secolo. Essa ha subito molte trasformazioni ma ha conservato della sua originaria costruzione l’abside con delle finestrelle e il portale laterale. Fu costruita su un bacino, ancora visibile, che serviva ad alimentare la piscina dell’anfiteatro. La chiesa accoglie ormai l’ufficio del turismo deIl’E.P.T. L’ordine logico dovrebbe permettere di visitare l’anfiteatro romano che si trova proprio di fronte a 5. Nicolò ma bisogna ritirare il biglietto di ingresso vicino il teatro greco, in fondo ad una strada invasa da venditori di souvenirs. 

16° giorno ven 29 maggio 2009
Sempre con un solo camper si parte alla scoperta di NOTO O L’APOTEOSI DEL BAROCCO
Noto, il centro più importante della provincia di Siracusa (25.000 abitanti), è una città relativamente recente. Infatti, essa, fu interamente distrutta dal terremoto dell 693. Dell’antica Neai che aveva resistito a Verre, non rimane, come potremo vedere, che un ammasso di rovine. Gli abitanti decisero di ricostruire la città a 18 km. di distanza e scelsero il bel pendio di questa collina che guarda il mare. La loro scelta non soltanto era felice ma essi chiamarono due architetti che sfruttarono la zona nel modo migliore: Landolina e Rosario Gagliardi di cui abbiamo ammirato la Cattedrale 5. Giorgio a Modica. Originario di Modica, Gagliardi metterà tutto il suo talento al servizio della città natale. Arrivando a Modica, seguite sempre dritto Via D. Giordano, fino a Piazza Nino Bixio, poi girate a destra in Corso Vittodo Emanuele, principale arteria della città, fiancheggiata da chiese e palazzi. Il corso attraversa Piazza XVI Maggio, in cui si trova una fontana di Ercole proveniente dall’antica Noto. Dietro al giardino pubblico, la Chiesa di 5. Domenico con unafacciata movimentata, convessa nella parte mediana e con due file di colonne. Nell’interno, una Madonna del Rosario attribuita a Vito D’Anna ed un mobile del XVII secolo. A sinistra della chiesa, si vede l’antico convento dei domenicani occupato da un istituto e dalla biblioteca comunale. Il Corso passa davanti alla Chiesa del Collegio, con una sontuosa e massiccia facciata concava, poi sbocca sulla Piazza del Municipio. Sulla destra, il Palazzo Ducezio del 1746, circondato da un elegante portico a colonne e la cui parte centrale è convessa. lì primo piano, aggiunto nell 951, altera un po’ l’armonia di questo bell’edificio. Vi raccomandiamo, tuttavia, di visitarlo per avere una idea della sua originale architettura. Di fronte al Palazzo Comunale si erge l’imponente facciata del Duomo, dedicato a 5. Nicola di Mira e a 5. Corrado, iniziato nel XVII secolo, e terminato nel 1776.11 genio degli architetti dell’epoca appare nell’apparato un po’ teatrale di questa costruzione preceduta da una gigantesca scalinata divisa in tre parti. Nell’interno parecchi altari di marmo. In fondo alla navata, cappella di 5. Corrado, eremita francescano e patrono della città, dove si trova esposto in occasione delle feste, (febbraio e ultima settimana di agosto) un reliquario d’argento del XV secolo contenente le spoglie del Santo. Notare anche, ai due lati della porta principale, dei leoni romani provenienti probabilmente dall’antica Noto. Il Duomo si trova fra due palazzi: a sinistra Palazzo Landolina di 5. Alfano e a destra, il Palazzo Vescovile o Palazzo Episcopale con, in fondo alla piazza, la Chiesa del Salvatore (1791 -1801) la cui facciata allo stesso tempo barocca e neo-classica segna il passaggio tra i due stili. Il Monastero di 5. Salvatore, costruito nell 706 e in parte abbandonato, precede, sempre in Corso Vittorio Emanuele la Chiesa di 5. Francesco d’Assisi chiamata anche dell’Immacolata, per la statua della Madonna situata sulla terrazza, a destra della chiesa. Al n. 134 del Corso Vittorio Emanuele, si trova un piccolo museo aperto solo al mattino dalle 11.00 alle 13.00. Oltre la porta Nazionale, il corso continua in Viale Marconi che sbocca in un Giardino pubblico. Ma non si può limitare la visita di Noto ai soli monumenti del Corso. Bisogna percorrere la strada che sale tra il Monastero e la Chiesa dell’Immacolata, poi girare a sinistra in Via Cavour, fiancheggiata da belle costruzioni. La più interessante è Palazzo Astuto, sulla destra, seguito dalla Chiesa di Montevergine. Questa strana facciata concava con due campanili dalle linee purissime, risale al 1762. Si può raggiungere il Corso Vittorio Emanuele scendendo la strada di fronte alla chiesa e vedere, sulla destra, il Palazzo Villadorata, ornato di mensole barocche. Salendo la scalinata che si trova sulla destra del palazzo Astuto e continuando per Via Sallicano che sbocca in Piazza Mazzini, vedrete la Chiesa del Crocifisso ultimata nell 715. Essa accoglie dietro la sobria facciata una Madonna col Bambino detta “Madonna della Neve”, opera di F. Laurana, risalente al 1471.

17° giorno sab 30 maggio 2009
Si lascia la costa e si percorre la tortuosa, ma larga strada per arrivare a Caltagirone. Cittadina appollaiata su un colle, più che un insieme di vie la città è un’insieme di scale, la più pittoresca di queste è la Scala di Santa Maria del Monte, 142 gradini e ogni alzata è rivestita in ceramica, per lì occasione è ricoperta di fiori in vasi ben disposti a rappresentare disegni di fantasia.
CALTAGIRONE, CAPITALE DELLA CERAMICA 
Questa città di 39.000 abitanti, pittorescamente adagiata su tre collinette, a 609 m. di altezza, è il centro dell’industria della ceramica. Informazioni turistiche: Pro Loco, Palazzo della Corte Capitaniale. Si arriva da Gela per Via Duca degll Abruzzi in fondo alla quale si erge la Chiesa di 5. Giacomo di origine normanna ricostruita dopo il terremoto dell 693. Nell’interno atre navate sulle colonne monolitiche, reliquario in argento del XVI 5. di Gagini e statua del Santo di V. Archifel (1518) oltre a delle arcate in marmo scolpite dai Gagini. Continuate per Via Vittorio Emanuele per arrivare in Piazza Municipio. Sul lato destro, Corte Capitaniale, bell’edificio con portali e finestre dei Gagini. Sul lato sinistro, uno scalone monumentale, ornato di maioliche dell 954, opere di artisti che ripresero dei motivi decorativi che risalgono fino al X secolo, conduce alla Chiesa di 5. Maria del Monte. Questa chiesa fondata nel XII secolo ma rifatta nell 693, possiede un bel balcone ed un elegante campanile dovuto a Marvuglia. Sopra l’altare maggiore, Vergine con Bambino del XIII secolo, oggetto di grande venerazione, festeggiata dal 20 al 31 Maggio; a destra del coro, statua della Vergine, XV secolo. Dalla terrazza, bel panorama sulla città. Ritornate in Piazza del Municipio e prendete la seconda strada a destra che conduce in Piazza del Mercato 
Infatti il richiamo maggiore oltre al bel centro è l’artigianato della terracotta e della ceramica. Obbligatorio portarsi a casa un souvenir…
Pranziamo a base di prodotti locali e ci approntiamo a proseguire per Piazza Armerina.
La principale curiosità di Piazza Armerina, è la Villa Romana situata a Casale, ai piedi del Monte Mangone, a 6 km. Da Piazza Cascino, imboccate Via Sturzo e girate a destra in Via Principato, sul lato dell’Hotel JoIly. Arrivati all’estremità di questa via, girate a destra seguendo la strada per Barrafranca. A 4 km., girate a sinistra seguendo il cartello indicatore. L’ingresso della Villa è ad 1 km. Vasto parcheggio. Visita dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 al tramonto in estate; dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 al tramonto in inverno. La scoperta della Villa Romana dl Casale fa parte dei grandi avvenimenti archeologici di questi ultimi anni. lì numero e l’ampiezza delle sale, l’importanza e la originalità artistica dei mosaici costituiscono un insieme che non si ritrova in alcun altro centro archeologico d’epoca romana. Quaranta pavimenti a mosaico policromo coprono una superficie di circa 4.000 m2. Fin dall 812, un primo sondaggio aveva permesso di reperire l’area di questa villa, ma fu solo nell 929 che Paolo Orsi scopri’ il primo mosaico: “le fatiche d’Ercole”. Tra il 1935 e il 1939, un’altra parte fu portata alla luce, ma bisognò attendere il 1954 perché l’insieme della villa fosse liberato e i suoi mosaici restaurati. Per i primi anni la villa fu lasciata senza protezione, ma in seguito, per assicurarne la conservazione, fu costruita una gigantesca vetrata e delle impalcature praticabili che permettono di percorrere tutta la villa senza doverne calpestare i preziosi pavimenti. Gli spiriti nostalgici si dispiacciono nel vedere queste opere inestimabili rinchiuse come volgari insalate in serre dal discutibile aspetto estetico. Non bisogna dimenticare che queste opere fragili hanno potuto vincere i secoli e pervenirci in questo stato di freschezza perché, essendo sotterrate sotto uno spesso strato di terra, erano, in tal modo, protette dalle intemperie e dai vandali. 
A piazza Armerina, si visita la Villa Romana del Casale. Stupendi i mosaici che rivestono i pavimenti. Poi trasferimento ad Ognina in prov. di Catania al Campeggio Jonio, dove è nostra intenzione fermarci qualche giorno per goderci il mare ed effettuare alcune escursioni a Catania, Taormina ec

18° giorno dom 31 maggio 2009
Dal camping Jonio si parte di mattina con un bus per Taormina, la città è stata, per secoli, una città senza storia e la sua fama deriva soprattutto dalla sua posizione eccezionale. non si può negare che questa cittadina, aggrappata alla montagna permette di godere, dalle sue terrazze, di vedute straordinarie. Le sue viuzze, i suoi giardini sono altrettanti balconi sul mare. Nell’antichità la città non fu mai molto importante, ma soltanto una propaggine della colonia greca che s’era istallata a Naxos. Si pensa, tuttavia, che i primi invasori non siano stati insensibili al suo fascino; le vestigia greche e romane, soprattutto il teatro, lo testimoniano. Ma sono stati soprattutto gli Arabi e i Normanni che hanno “lanciato” Taormina, poiché la maggior parte dei monumenti esistenti appartengono a quello stile arabo-bizantino-normanno che abbiamo incontrato visitando la Sicilia.

Dopo avere percorso a piedi da porta Messina a porta Catania il corso, visitato il teatro greco, quindi percorso Corso Umberto I, Piazza IX Aprile, Torre dell’Orologio, il Duomo e pranzando sul terrazzo di in un locale tipico nei pressi di Porta Catania dove poco lontano, è possibile parcheggiare anche pochi camper, però a prezzi proibitivi. Descrivere Taormina è un impresa tant’è la bellezza del luogo. Alla sera dall’area sosta, notiamo l’eruzione del vulcano e la conseguente colata – 
ci rechiamo per pranzo all “’Antica trattoria La Botte dal 1972” rinomato ristorante, il mio amico Mario B. ( già sindaco di Messina) si era premurato alla prenotazione, pranzo a base di pesce , indimenticabile., nel pomeriggio inoltrato si procede lentamente verso il bus per il ritorno al campeggio.
con mezzi pubblici saliamo a Taormina gustandoci magnifici scenari. Entrati da Porta Messina per primo siamo saliti al Teatro Greco, quindi abbiamo percoso Corso Umberto I, Piazza IX Aprile, Torre dell’Orologio, il Duomo e pranzando sul terrazzo di in un locale tipico nei pressi di Porta Catania dove poco lontano, è possibile parcheggiare anche pochi camper, però a prezzi proibitivi. Descrivere Taormina è un impresa tant’è la bellezza del luogo. Alla sera dall’area sosta, notiamo l’eruzione del vulcano e la conseguente colata –

19° giorno lun 1 giugno 2009
Giornata dedicata alla visita di Catania, “la città dell’elefante”, è la seconda città della Sicilia, adagiata lungo la costa del mar Ionio, ai piedi dell’Etna, alto 3300 mt.. distante una trentina di Km. dal centro della città.
Ai lati della strada ci sono aranceti,ma soprattutto limoneti,con alberi carichi all’inverosimile e ci dirigiamo verso il centro di Catania, dove fanno bella mostra i vari palazzi Barocchi, percorriamo tutta la via Etnea,la più importante della città a piedi ,una lunga passeggiata fra palazzi barocchi,monasteri e chiese. interessanti anche i resti del Teatro Romano e il vicino Odeon.
Naturalmente dedichiamo al Duomo una particolare attenzione;è dedicato a Sant’Agata,amatissima dai Catanesi. La bellissima facciata Barocca in pietra lavica grigia,come la maggior parte degli edifici di Catania,si affaccia su una grande piazza,dove troviamo anche il Palazzo Comunale. Al centro della piazza c’è il simbolo della Città: l’elefantino nero di pietra lavica di età Romana con l’obelisco Egizio sul dorso. Ci fermiamo per negozietti, ma il contributo alla cultura ha assorbito tutto il tempo a nostra disposizione. Poi prendiamo un piccolo trenino che ci fa rifare il giro della città con tanto di guida, infine il ritorno ci aspetta,sono le 18,00, arriviamo al campeggio un’ora dopo.

20° giorno mar 2 giugno 2009
Lasciamo il camping Jonio per dirigerci sulla costa siciliana del nord, direzione Messina e arrivo ad Oliveri, al Camping Villaggio Marinello. 

21° giorno mer 3 giugno 2009
Dal Campeggio Marinello ci dirigiamo al porto di Milazzo per l’imbarco con i traghetti della SI.RE.MAR per l’arcipelago delle Eolie, fra gli invisibili confini del cielo e del mare, le nostre mete sono l’isola di Panarea, poi alla sera Stromboli con la speranza di vedere il pennacchio infuocato, per poi attraccare al porto di Lipari per un’ paio di ore sulla via del ritorno.
Le Eolie si chiamano anche “Le figlie del vento” o “Le sette sorelle” o ancora “I Caraibi del Mediterraneo”: sagome confuse visibili anche dall’autostrada Palermo-Messina tra gli invisibili confini del cielo e del mare, come fossero un miraggio o un eden perduto. Sembra che vi si respirino ancora i miti, le leggende, gli incantesimi che Omero vi ambientò nell’Odissea, allorquando nelle sue peregrinazioni Ulisse vi giunse vicino e riuscì a non essere ammaliato dal magico canto delle sirene. E in effetti ancora oggi leggenda e storia, arte e natura sono tutte attrattive dell’arcipelago, distante dalla Sicilia soltanto poco più di un’ora di nave, almeno per quanto riguarda le isole più vicine alla costa (Lipari, Vulcano e Salina). Oltre a queste tre, sono altre quattro le isole abitate (Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli), circondate però da innumerevoli scogli e isolotti minori a strapiombo sul mare. 
Tutte le isole sono di origine vulcanica e si innalzano da una profondità marina di circa 2.000 metri; ma niente paura: i crateri ancora attivi so-no soltanto due, quello di Vulcano, che dopo l’ultima eruzione del secolo scorso in realtà è in permanente fase di solfatara, e quello di Stromboli, che invece è in continua attività esplosiva. Per il resto, dal punto di vista am-bientale, vi sono quelle brulle e selvagge e quelle ricoperte di vegetazione lussureggiante, in una totale varietà di scala cromatica. Anzi, in un certo senso a ogni isola sembrano intonarsi dei colori precisi: il bianco della pie-tra pomice e il nero dell’ossidiana a Lipari, il giallo e il rosso dello zolfo a Vulcano, il verde dei boschi a Salina, il viola dell’erica ad Alicudi, il giallo delle ginestre a Filicudi, il bianco calce a Panarea e il rosso del fuoco a Stromboli; una tavolozza che si completa con i toni dal blu cobalto al verde smeraldo del mare tutt’attorno, un mare solcato quasi sempre dai venti che costituiscono a volte un problema per le partenze e gli attracchi di traghetti e aliscafi, ma che possono tramutarsi in un paradiso per i surfisti.
Lipari è l’isola più grande e “completa” da un punto di vista turistico in quanto racchiude il miglior mix di storia, arte e natura;.
La roccaforte del potere è sempre stata localizzata proprio nella cittadella, che è anche una poderosa fortezza naturale in grado di mostrare strato dopo strato i resti delle numerose dominazioni subite nel corso dei millenni dall’isola. Una visita la merita senz’altro anche Vulcano: qui, secondo l’antica mitologia greca, era situata la fucina degli dei per i quali Efeso, l’antico nome greco del dio Vulcano, fabbricava le armi degli eroi grazie all’aiuto dei Ciclopi. E l’odore della mitica fucina sembra davvero respirarsi ancora a causa delle solfatare che, con grande contrasto con il profumo della vege-tazione, si fanno strada fra le acque delle spiagge di Levante e di Ponente, consentendo sia bagni rilassanti che fanghi dalle proprietà terapeutiche. 
Dal punto di vista naturalistico è assai interessante anche Salina, situata a nord rispetto a Lipari e a Vulcano, la seconda per grandezza delle sette sorelle eoliane, che vanta ben tre centri abitati nel suo territorio: Santa Marina di Salina, Leni e Malfa. E’ chiamata “Salina la verde” perché è l’unica delle isole ad avere vene d’acqua che hanno permesso la nascita di folte vegetazioni, a base di macchia mediterranea e di castagni e pioppi. Il suo nome deriva dai romani e da un misterioso laghetto colmo di sale; ma anche qui l’attività vulcanica non è del tutto cessata, soprattutto nella zona di Pertuso, dove il terreno è ancora riscaldato dai vapori.
Per un’escursione notturna, invece, non c’è di meglio che una gita in barca a Stromboli, la più giovane delle isole oltre che la più famosa fin dall’antichità per l’attività vulcanica. Da un’altitudine di ben 924 metri i vapori bollenti e le scorie luminose lanciati dal vulcano si incanalano nella Sciara del Fuoco che giunge fino al mare, creando – dicono gli esperti – gli scenari più suggestivi del mondo, noi siamo fortunati, il vulcano si mostra in tutto il suo splendore, e ci regala qualche sbuffata di vapori e fuochi fra i vari ohhh di tutti noi sul traghetto, soddisfatti facciamo ritorno verso Milazzo con una sosta breve a Lipari.

22° giorno gio 4 giugno 2009
Brolo – Tindari – Milazzo – Capo Milazzo
Si parte per salire a Tindari, per visitare il famoso Santuario e dal quale si gode uno stupendo panorama, con i sottostanti -laghetti- formati da banchi di sabbia in continuo spostamento. Per fare un bagno in questa zona il posto migliore è la zona di Tonnarella, dove (come in molti posti su questo tratto di costa) si trovano parecchi spazi sul mare con tanto di docce!. Nel tardo pomeriggio spostamento a Milazzo per visitale l’animato centro. 
Anche qui la tentazione di imbarcarsi per le Eolie è forte! Il centro è piacevole, peccato che dalla passeggiata di Milazzo sia così ben visibile la raffineria!!
Comunque il pezzo forte non è qui ma è poco più avanti, a Capo Milazzo. E’ veramente un lembo di terra molto suggestivo. P per la notte nei parcheggi superpanoramici di Capo Milazzo.

23° giorno ven 5 giugno 2009
Trasferimento da Oliveri a Palermo
Partenza da Oliveri raggiungiamo l’autostrada per Palermo 
Sosta a Rocca di Capri Leone dove vado a salutare la famiglia Tortolini, vecchi amici, ci accommiatiamo ripromettendoci di rivederci presto.
Per pranzo ci fermiamo a Cefalu, e dopo una breve visita alla spiaggia e al famoso Duomo, che è uno dei posti più fotografati della Sicilia. Ed effettivamente l’impatto, specialmente da lontano, è molto scenografico. Incastonata tra il mare e la montagna, con il Duomo Normanno che svetta sopra il paese è veramente da cartolina. Anche il centro è molto bello ed è piacevole passeggiare nei vicoletti tra negozi e ristoranti. P sul lungomare dove l’acqua trasparente invita a fare un bagno e una nuotata. Il lungomare di Cefalù di notte è molto trafficato, consiglio la sosta per la notte di spostarsi a Santa Pollina.
Raggiungiamo il porto di Palermo verso le 19 dove ci sistemiamo senza alcun problema al porto per l’imbarco che avverà regolarmente verso la mezzanotte per Livorno.

CONCLUSIONI
Il percorso del tour con i tre nostri camper, è stato piacevole e molto istruttivo. Sono convinto che alcuni di noi hanno dovuto ripensare allo stereotipo del siciliano. 
Qui esiste gente onesta, amante della propria terra, orgogliosa e molto ospitale e molto onesta. In tutte le città e paesi visitati abbiamo sempre trovato persone disponibili, cortesi e generose, in quanto alla sicurezza nulla da eccepire, alcuni di noi erano timorosi ma presto hanno dovuto ricredersi.
In ogni posto visitato ci hanno ricevuto con sorriso, curiosità e sempre disponibili ad aiutarci ed offrirci i loro prodotti quali limoni, arance etc. senza chiedere alcunché.
Personalmente sono soddisfatto di quanto ho organizzato con un lavoro che mi è durato un paio di mesi, certo con i compagni ho dovuto agire con pazienza, tranquillità, esperienza e diplomazia, tenere sotto controllo ogni situazione ed in particolar modo per a situazione creatasi dopo un piccolo incidente stradale capitato all’ amico Enzo a Catania, riuscendo a riportare serenità tra gli equipaggi coinvolti.
La mia prima esperienza è stata positiva e già penso ad un prossimo tour, probabilmente Grecia e Turchia, oppure Croazia e Albania, vedremo.
Un grazie sincero agli altri partecipanti per la loro personale disponibilità visto che erano alla loro prima esperienza.
Un grazie al mio amico Mario Bonsignore di Messina, che con i suoi interventi e suggerimenti ha fatto sì che il tutto si svolgesse facilmente, infine grazie anche alla famiglia Tortolini per gli stessi motivi e per la calorosa accoglienza








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