Emilio Belloni

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Emilio Belloni nasce a Pavia nel 1961, fin da giovane la passione e l’attitudine artistica lo spingono a dedicarsi allo studio della musica e della chitarra. Con il Maestro Franco Bramati intraprende e approfondisce la preparazione in ambito classico e la conoscenza degli stili latino ispanici, brasiliani e flamenco.
Segue il Maestro Brambati in numerosi concerti in Italia e all’estero e collabora nel settore discografico(1999) al cd Franco Brambati live.
In ambito pavese acquisisce notorietà per i concerti tenutisi presso il Teatro Fraschini,per la manifestazione UNICEF Giubileo 2000, Almo Collegio Borromeo e in Aula del ‘400, presso l’Università di Pavia.
Altre prestigiose collaborazioni lo vedono testimonial al Teatro Rosetum di Milano per la Nuova Accademia di Musica Moderna e al prestigioso Festival Chitarristico di Galliate.
Si esibisce presso il Teatro Ponchielli di Cremona collaborando a uno spettacolo flamenco col corpo di ballo della scuola di Cremona.
In ambito discografico collabora agli arrangiamenti dei brani Mosaico, Rubra e Brezza nell’album Mosaico, realizzato dal gruppo composto da Massimiliano Alloisio (chitarra), Loris Stefanuto (percussioni) e Giacomo Lampugnani (basso).
Frequenta corsi di perfezionamento in chitarra classica con il Maestro Fabio Mignola presso l’Accademia Scuola Moderna di Musica della città svizzera di Ascona.
Approfondisce con il Maestro Juan Lorenzo lo studio della chitarra flamenca, seguendo vari seminari con celebri flamenchisti quali Miguel Rivera, José Luis Postino e Oscar Herrero, con il quale consegue un Master presso il Palazzo Taddei di Firenze.
Oltre all’impegno concertistico ha vivo interesse per la didattica dello strumento, preparando saggi e concerti.


CONTESTUALIZZAZIONE CULTURALE DEL REPERTORIO

Il repertorio cerca di evidenziare le potenzialità della chitarra classica, interessando diversi stili e culture in cui il patrimonio etnomusicologico manifesta maggiori affinità con lo strumento.
Sono proposti brani di chitarra classica, spagnola, flamenca (in particolare di rumba gitana) e sudamericana sia d’ispirazione popolare (Libertango di Piazzolla) che colta (La Cathedral di Barrios). Il programma crea una panoramica tra i diversi linguaggi, data la diversa formazione dei musicisti, che rispecchia la variegata formazione del repertorio con più spiccata matrice etnica.. Un forte processo di sintesi musicale si manifestò tra spagnoli e gitani (zingari provenienti dall’Egitto a cui diversi studiosi attribuiscono la creazione di molti stili di flamenco) migranti verso le Americhe (dove tra l’altro confluiva una forte deportazione di schiavi africani, molto importanti per la componente ritmica) e le popolazioni autoctone. Dall’America queste musiche tornarono arricchite da questo connubio culturale (soprannominate di Ida y vuelta – andata e ritorno); questo spiega perché oggi si parla spesso di musica latino americana, forma musicale di forte simbiosi

 
maxallo73@libero.it